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La formazione come leva per contenere la Business Interruption

La Business Interruption si conferma tra i rischi più rilevanti per le imprese, con effetti che vanno oltre il danno materiale e incidono su produzione, ricavi e occupazione. Esperienze concrete dimostrano come preparazione e intervento tempestivo siano determinanti per evitare crisi prolungate e favorire una rapida ripartenza

Le imprese oggi operano in un contesto caratterizzato da rischi sempre più complessi e interconnessi. Tra questi, la Business Interruption si conferma una delle principali preoccupazioni: secondo l’Allianz Risk Barometer 2026 è al terzo posto a livello globale, indicata dal 29% degli intervistati, e sale al secondo posto in Italia, dove i danni da interruzioni sono particolarmente risentiti dal tessuto produttivo nazionale.

La Business Interruption non è del resto un concetto astratto. Si traduce in fermo produttivo, ritardi nelle forniture, perdita di fatturato e, spesso, ricadute occupazionali e reputazionali. In molti casi, l’impatto economico complessivo supera quello del danno materiale originato dal sinistro.

Se la copertura assicurativa resta un pilastro fondamentale della gestione del rischio, la sola polizza non è sempre sufficiente ad affrontare eventi critici come incendi, calamità naturali o danni ambientali derivanti da  sversamenti accidentali. La capacità di limitare l’impatto di una Business Interruption si costruisce prima che l’emergenza accada.

Significa dotarsi di programmi strutturati di preparazione e formazione: analisi dei rischi e delle vulnerabilità, piani di continuità operativa (Business Continuity Plan), procedure di crisis management, formazione periodica del personale, simulazioni ed esercitazioni. Centrale è la preparazione operativa delle squadre di emergenza interne ed esterne, così come la definizione chiara di ruoli, responsabilità e catene decisionali, per garantire interventi tempestivi e coordinati.

Temi che abbiamo trattato anche durante l’evento annuale Alumni ANRA – E3A, dal titolo “Volando verso la Resilienza”, tenutosi a Volandia il 20 novembre 2025. In questo contesto, è emerso con chiarezza come la preparazione non sia più un elemento accessorio, ma una componente fondamentale per garantire continuità operativa e gestione efficace degli eventi critici.

Lo scenario americano e la preparazione delle imprese

Per comprendere meglio l’impatto di questi rischi, guardiamo al mercato americano, un territorio particolarmente esposto a tempeste, uragani, tornadi, siccità, alluvioni, incendi e ondate di freddo. Secondo i dati del National Centers for Environmental Information (NCEI) della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), la frequenza degli eventi meteorologici e climatici estremi negli Stati Uniti è passata da una media storica di 9 eventi all’anno a 23 eventi all’anno tra il 2020 e il 2024, segnalando una crescente fragilità del territorio. In questo contesto, la capacità delle imprese di prevenire e rispondere efficacemente agli eventi critici diventa un fattore determinante. *

Tuttavia, un’indagine della U.S. Chamber of Commerce Foundation, finanziata dalla UPS Foundation, evidenzia come molte PMI americane non siano ancora adeguatamente preparate. Sebbene il 94% ritenga di essere pronta ad affrontare le calamità, solo il 26% dispone effettivamente di un piano di emergenza formalizzato. Circa un terzo (34%) delle aziende colpite ha impiegato sei mesi o più per tornare operative, e solo il 29% dei manager conosce i principali rischi di catastrofe della propria area geografica.

Questi dati mostrano come, in un Paese come gli Stati Uniti sempre più esposto a eventi estremi, la preparazione operativa e la pianificazione della continuità rimangano ancora un punto debole strutturale per molte PMI Americane. **

I primi minuti fanno la differenza

Quando si verifica un evento critico, i primi minuti sono determinanti. Sapere chi attivare, quali procedure adottare e come coordinare le risorse consente di limitare l’estensione dei danni e ridurre i tempi di inattività. Al contrario, l’assenza di preparazione può amplificare l’impatto dell’evento, trasformando un incidente circoscritto in una crisi prolungata.

È in questa fase che la preparazione e formazione specifica per la gestione delle emergenze assume un valore concreto: addestramento operativo ed esercitazioni che permettono alle imprese di reagire con maggiore consapevolezza e rapidità.

Un esempio concreto

Proprio per evidenziare in modo tangibile l’impatto della preparazione, durante l’evento annuale Alumni, è stato presentato un caso studio reale, gestito congiuntamente da BELFOR e la compagnia assicurativa FM, che mette in luce come un percorso strutturato di formazione e interventi preventivi possa incidere nel limitare le conseguenze di un evento critico.

Il caso emblematico è quello di un’azienda che produce tubazioni e raccordi idraulici in plastica, situata sulle colline liguri a ridosso di un torrente, in un’area storicamente esposta al rischio di alluvione. L’azienda era già stata colpita da eventi alluvionali in passato e, dopo il grave episodio del 2011, aveva avviato un percorso di miglioramento del piano di emergenza su suggerimento della compagnia assicurativa FM.

Il 9 ottobre del 2014, una nuova alluvione ha interessato il sito, portando oltre 1,2 metri di acqua e fango, bloccando la produzione e mettendo a rischio i posti di lavoro. La casa madre fissò una scadenza precisa: riaprire entro gennaio o procedere alla chiusura dello stabilimento.

L’intervento di bonifica, avviato da BELFOR pochi giorni dopo il sinistro, ha permesso una ripresa parziale già a metà novembre e il ritorno alla piena operatività entro il 19 dicembre, evitando l’interruzione delle forniture ai clienti e salvaguardando l’attività produttiva e l’occupazione. La sinergia tra azienda, compagnia assicurativa e un partner specializzato nel risanamento si è rivelata così decisiva.

Negli anni successivi, l’azienda non si è fermata nel processo di preparazione e sono stati effettuati su raccomandazione della compagnia di assicurazione ulteriori investimenti in prevenzione, tra cui la costruzione di un muro antialluvione. Grazie a queste barriere, durante il successivo evento del 2015 lo stabilimento non ha subito danni né interruzioni dell’attività produttiva.

Un esempio concreto di come intervenire in modo efficace nell’emergenza possa diventare anche occasione ed opportunità per rafforzare la prevenzione e ridurre la probabilità di futuri sinistri.

Il valore di un partner come BELFOR nella preparazione e nella gestione

Casi come questo dimostrano quanto sia fondamentale adottare misure di sicurezza preventive per diminuire l’esposizione al rischio. Allo stesso tempo, il coinvolgimento tempestivo di una società di risanamento specializzata, insieme alla compagnia assicurativa, consente di contenere i danni e ripristinare l’attività in tempi brevi.

Attraverso il programma Pronto Intervento Azienda P.I.A.®, BELFOR affianca le imprese sia nella fase di supporto immediato in caso di emergenza sia in quella di preparazione. Il programma integra infatti percorsi dedicati di preparazione preventiva, sviluppando competenze, procedure e prontezza decisionale all’interno dell’organizzazione. Solo nel 2025, BELFOR ha erogato oltre 5.000 ore di formazione dedicate alla preparazione delle aziende alla gestione dell’emergenza.

Un’impresa preparata è un’impresa che limita l’impatto degli eventi critici, tutela i posti di lavoro e riduce i tempi di inattività. In uno scenario in cui la Business Interruption è tra i rischi più rilevanti per le aziende, la preparazione non rappresenta un costo accessorio, ma una leva concreta per salvaguardare la continuità operativa e il valore economico.

Integrare competenze tecniche specialistiche nella risposta e nella fase preventiva rafforza l’efficacia complessiva della protezione assicurativa. In questo contesto, avere accanto un partner come BELFOR nella preparazione e nella gestione di un’emergenza può fare la differenza tra una ripartenza tempestiva e una crisi prolungata.

Giugno 2026

* Fonte: https://www.researchgate.net/publication/387898389_2024_An_active_year_of_US_billion-dollar_weather_and_climate_disasters

** Fonte: https://www.uschamberfoundation.org/disasters/most-small-businesses-believe-theyre-ready-for-disasters-but-only-26-actually-are-new-study-shows